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Siero di latte: recupero delle sostanze proteiche

By 16 Settembre 2016case, food, pcf_it

Il Cliente
Il nostro cliente è un’azienda portoghese del settore lattiero caseario la cui produzione prevede un’ampia gamma di prodotti per il mercato nazionale.

La sfida
In base al tipo di produzione casearia, il processo di cagliatura produce una quantità di siero pari a circa l’85-90% del volume di latte lavorato. Le caratteristiche organolettiche del siero, che ne determinano anche il valore economico, sono strettamente connesse alla specifica composizione chimica.
Il carico inquinante è particolarmente elevato, con un BOD5 (domanda biochimica di ossigeno) ed un COD (domanda chimica di ossigeno) rispettivamente di circa 35000 mg/l e 70000 mg/l, parametri che non ne permettono lo scarico diretto al suolo o in fognatura, ma rendono necessario un trattamento di depurazione. A ciò va aggiunto che il siero, in quanto tale, risulta essere un prodotto instabile dal punto di vista microbiologico a causa della fermentazione provocata dai batteri del latte e quindi difficile da gestire per lo stoccaggio, oltre a rappresentare una problematica di carattere ambientale per i caseifici.
Nonostante tutto rimane però una potenziale risorsa economica da sfruttare.

La soluzione fornita
Il siero appena separato dal latte viene conservato in una vasca di raccoglimento.
L’evaporatore sottovuoto impiegato per effettuarne il trattamento è un EVALED® PC E 24000 a pompa di calore con scambiatore di calore a fascio tubiero esterno: la pompa di calore fornisce sia le calorie necessarie ad evaporare il liquido che le frigorie per condensarne i vapori; il vuoto alto (5,3 kPa) permettono di avere il punto di ebollizione a soli 30 °C circa.
L’evaporazione produce un distillato pari a circa il 90% del volume iniziale di liquido, direttamente scaricabile, ed un fluido concentrato ricco di proteine e sali.

Risultati & Vantaggi
Gli evaporatori EVALED® rimuovono la componente acquosa residua presente nel concentrato permettendo di evitare fenomeni di intasamento, tipici di altre tecniche di depurazione come la filtrazione a membrana, e di raggiungere gradi elevati di concentrazione. Permettono inoltre il recupero del siero e, al tempo stesso, di impedire il processo di pastorizzazione, causa di alterazione della struttura di proteine e glucidi. La bassa temperatura di ebollizione e l’ambiente anaerobico ottenuti all’interno della caldaia grazie al vuoto,garantiscono stabilità al siero e offrono la possibilità di rivenderlo come ingrediente per preparazioni alimentari.
Un ulteriore vantaggio economico è dato dal fatto che non è necessario alcun sistema di refrigerazione, e dunque nessun consumo energetico, per lo stoccaggio ed il mantenimento del concentrato a basse temperature, normalmente richiesti per evitare processi fermentativi.

Principali vantaggi del trattamento con evaporazione sottovuoto:

  • Elevata efficienza energetica: inferiore a 150 watth\kg di acqua distillata.
  • Ottima qualità del concentrato.
  • Nessun fenomeno di corrosione grazie all’alta qualità dei materiali impiegati ed alla bassa temperatura di ebollizione (30 °C)
  • Opportunità di sfruttare una nuova risorsa economica e di risparmiare sul consumo di energia.